TITOLO I
DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA

Art. 1 (Costituzione e denominazione)

È costituita con sede nel Comune di Storo (TN) la società cooperativa denominata “Famiglia Cooperativa Valle del Chiese Società cooperativa”.
L’Organo Amministrativo ha facoltà di istituire e di sopprimere ovunque unità locali operative.

Art. 2 (Durata)

La durata della società è stabilita fino al 31 dicembre 2030 e potrà essere prorogata con delibera dell’Assemblea Straordinaria.


TITOLO II
SCOPO – OGGETTO


Art. 3 (Scopo mutualistico)


La cooperativa è retta e disciplinata secondo il principio della mutualità, senza finalità speculative e ha per scopo quello di:
- fornire ai soci beni e servizi alle migliori condizioni di mercato;
- salvaguardare gli interessi dei soci e dei consumatori in genere, promuovendo iniziative necessarie a favorire la soluzione di problemi sociali ed economici;
- favorire la vendita dei prodotti della cooperazione e dell’artigianato locale.
La cooperativa può operare anche con terzi.

Art. 4 (Oggetto sociale)


Considerato lo scopo mutualistico della società, così come definito all’articolo precedente, nonché i requisiti e gli interessi dei soci come più oltre determinati, la cooperativa ha come oggetto:
a) provvedere all’acquisto, preferibilmente presso o mediante enti cooperativi, di beni di consumo e merci di qualsiasi specie, all’eventuale loro produzione e/o trasformazione ed alla loro successiva vendita e/o, per alcune tipologie di beni, anche la messa a disposizione tramite noleggio o comodato d’uso;
b) provvedere all’esercizio di attività culturali, ricreative, sportive a favore dei soci e delle loro famiglie mediante apposite iniziative;
c) provvedere alla gestione di magazzini per la vendita all’ingrosso.

La Cooperativa potrà compiere tutti gli atti e negozi giuridici necessari od utili alla realizzazione degli scopi sociali e, comunque, sia direttamente sia indirettamente, attinenti ai medesimi; potrà inoltre assumere partecipazioni in altre società, anche di capitali, o in imprese, enti od organismi aventi scopi analoghi o affini o che volgono attività che possono essere utili per il perseguimento dello scopo sociale. Ai fini del conseguimento dello scopo sociale la società potrà promuovere la raccolta di prestiti esclusivamente fra i soci. Tale raccolta sarà effettuata secondo i criteri ed i limiti fissati dalla legge e dai regolamenti.


TITOLO III
SOCI COOPERATORI


Art. 5 (Soci cooperatori)

Possono essere soci cooperatori le persone fisiche, le persone giuridiche e gli enti pubblici e privati che chiedono di acquistare i beni o fruire dei servizi offerti dalla cooperativa e che non esercitano in proprio imprese, né partecipano a società che si trovano in effettiva concorrenza con la cooperativa.

Art. 6 (Domanda d’ammissione)

Chi intende essere ammesso come socio dovrà presentare all’Organo Amministrativo domanda scritta che dovrà contenere, se trattasi di persona fisica:
a) l’indicazione del nome, cognome, residenza, data e luogo di nascita;
b) l’indicazione dell’effettiva attività svolta;
c) l’ammontare del capitale che propone di sottoscrivere, il quale non dovrà comunque essere inferiore, né superiore, al limite minimo e massimo fissato dalla legge;
d) la dichiarazione di conoscere ed accettare integralmente il presente statuto ed i regolamenti approvati dall’Assemblea e di attenersi alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali.

La domanda dovrà contenere l’espressa separata dichiarazione d’accettazione della clausola arbitrale di cui all’art. 36.
Se trattasi di società, associazioni od enti, oltre a quanto previsto nei precedenti punti b), c) e d) relativi alle persone fisiche, la domanda d’ammissione dovrà contenere:
a) la ragione sociale o la denominazione, la forma giuridica e la sede legale;
b) l’organo sociale che ha autorizzato la domanda e la relativa deliberazione;
c) la qualità della persona che sottoscrive la domanda.

L’Organo Amministrativo, accertata l’esistenza dei requisiti di cui al precedente art. 5, delibera sulla domanda secondo criteri non discriminatori, coerenti con lo scopo mutualistico e l’attività economica svolta. La deliberazione d’ammissione deve essere comunicata all’interessato e annotata, a cura degli amministratori, sul libro dei soci. In caso di non accoglimento della domanda di ammissione si applicano i commi 3 e 4 dell’art. 2528 Codice Civile.

Art. 7 (Diritti e obblighi del socio)

I soci hanno diritto di:
a) partecipare all’assemblea, e, se iscritti a libro soci da almeno 90 giorni, alle deliberazioni della stessa e all’elezione delle cariche sociali;
b) usufruire dei servizi e dei vantaggi offerti dalla società nei modi e nei termini fissati dai regolamenti e dalle deliberazioni sociali;
c) esaminare il libro soci ed il libro verbali delle assemblee e, alle condizioni e con le modalità previste dalla legge, il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio d’Amministrazione e del Comitato Esecutivo, se costituito.

I dipendenti della società, anche se soci, non possono essere eletti nelle cariche sociali. Fermi restando gli altri obblighi nascenti dalla legge e dallo statuto, i soci sono obbligati a:
a) versare, all’atto della sottoscrizione, la quota di capitale sottoscritta e l’eventuale sovrapprezzo stabilito dall’assemblea;
b) osservare lo statuto, i regolamenti e le deliberazioni degli organi sociali.

I soci si impegnano inoltre a rifornirsi preferibilmente presso la società per l’acquisto dei prodotti e dei servizi offerti dalla stessa.
I soci, per quanto concerne ogni rapporto con la Società ed ogni altro effetto di legge e del presente statuto, si ritengono domiciliati all’indirizzo risultante dal libro soci.

Art. 8 (Perdita della qualità di socio – intrasferibilità della quota)

La qualità di socio si perde per recesso, esclusione, fallimento o per causa di morte e nel caso il socio sia diverso dalla persona fisica anche per scioglimento o liquidazione. Le quote dei soci cooperatori non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli volontari, né essere cedute, nemmeno ad altri soci, con effetto verso la Società.

Art. 9 (Recesso del socio)

Il socio può recedere dalla società nei casi previsti dalla legge e dall’atto costitutivo. È inoltre possibile il recesso del socio subordinando l’operatività e l’efficacia del medesimo all’autorizzazione dell’Organo Amministrativo. Il socio che intende recedere dalla società deve farne richiesta scritta con raccomandata, anche a mano, alla società, con preavviso di almeno tre mesi. Il recesso ha effetto, per il rapporto sociale, dalla comunicazione del provvedimento d’accoglimento della domanda. Il recesso ha effetto, per i rapporti mutualistici tra socio e società, con la chiusura dell’esercizio in corso, se comunicato tre mesi prima, e, in caso contrario, con la chiusura dell’esercizio successivo. Tuttavia l’Organo Amministrativo potrà, su richiesta dell’interessato, far decorrere l’effetto del recesso dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.

Art. 10 (Esclusione)

L’esclusione può essere deliberata dall’Organo Amministrativo, oltre che nei casi previsti dalla legge, nei confronti del socio:

a) che risulti gravemente inadempiente per le obbligazioni che derivano dalla legge, dallo statuto, dal regolamento o dalle deliberazioni adottate dagli organi sociali;
b) che si renda moroso nel versamento della quota sottoscritta e del relativo sovrapprezzo o nei pagamenti d’eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la società.
In questi casi il provvedimento d’esclusione dovrà essere preceduto da intimazione al pagamento da parte della società con termine di almeno 30 (trenta giorni).
c) che svolga attività in effettiva concorrenza con la cooperativa.

Le deliberazioni d’esclusione sono comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Contro la deliberazione d’esclusione il socio può proporre opposizione al Collegio Arbitrale ai sensi dell’art. 35 dello statuto, nel termine di 60 giorni dalla comunicazione. L’esclusione diventa operante all’annotazione nel libro dei soci, da farsi a cura degli Amministratori.

Art. 11 (Morte del socio)

Gli eredi hanno diritto al rimborso della quota del socio defunto. Se l’erede è unico, anche per effetto di rinuncia da parte degli altri eredi a favore di uno di essi, ed in possesso dei requisiti necessari, il Consiglio d’Amministrazione ha facoltà di accogliere la sua richiesta di subentrare nella partecipazione del socio deceduto purché ne faccia domanda per iscritto entro sei mesi dal decesso.


Art. 12 (Liquidazione)


I soci receduti od esclusi, o gli eredi del socio defunto, hanno diritto solo al rimborso della quota sociale versata, la cui liquidazione avrà luogo sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al socio, diventa operativo, e, comunque, in misura mai superiore all’importo effettivamente versato. Il pagamento dovrà essere fatto entro 180 giorni dall’approvazione del bilancio d’esercizio di cui sopra.
La Cooperativa non è tenuta al rimborso delle quote in favore dei soci receduti od esclusi o degli eredi del socio deceduto, ove questo non sia stato richiesto entro i cinque anni dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo. Il valore delle quote per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto sarà devoluto con deliberazione dell’Organo Amministrativo alla riserva legale.


TITOLO IV
SOCI SOVVENTORI


Art. 13 (Soci sovventori)

Ferme restando le disposizioni di cui al Titolo III del presente statuto, possono essere ammessi alla Cooperativa soci sovventori a norma di legge. Ai soci sovventori non si applicano le disposizioni concernenti i requisiti d’ammissione, le cause d’incompatibilità e le condizioni di trasferimento previste per i soci cooperatori.

Art. 14 (Conferimento dei soci sovventori)

I conferimenti dei soci sovventori sono imputati ad una specifica sezione del capitale sociale. Tali conferimenti possono avere ad oggetto denaro, beni in natura o crediti, e sono rappresentati da quote del valore minimo di € 1.000,00 ciascuna.

Art. 15 (Alienazione delle quote dei soci sovventori)

Salvo che sia diversamente disposto dall’Assemblea che ne delibera l’emissione, le quote dei sovventori possono essere sottoscritte e trasferite esclusivamente previo gradimento dell’Organo Amministrativo. Il socio che intende trasferire le quote deve comunicare all’Organo Amministrativo il proposto acquirente e gli Amministratori devono pronunciarsi entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione. In caso di mancato gradimento del soggetto acquirente indicato dal socio che intende trasferire le quote, gli Amministratori provvederanno ad indicarne altro gradito e, in mancanza, il socio potrà vendere a chiunque.

Art. 16 (Deliberazione d’emissione)

L’emissione delle quote destinate ai soci sovventori deve essere disciplinata con deliberazione dell’Assemblea ordinaria, con la quale devono essere stabiliti:

a) l’importo complessivo dell’emissione;
b) l’importo minimo di sottoscrizione per ciascun socio sovventore;
c) il termine minimo di durata del conferimento;
d) i diritti patrimoniali di partecipazione agli utili e gli eventuali privilegi attribuiti alle quote;
e) i diritti patrimoniali in caso di recesso.

Ad ogni detentore delle quote di sovvenzione, ivi compresi i destinatari delle quote che siano anche soci cooperatori, spetta 1 (un) voto. Fatta salva l’eventuale attribuzione di privilegi patrimoniali ai sensi della precedente lettera d), qualora si debba procedere alla riduzione del capitale sociale a fronte di perdite, queste
ultime graveranno anche sul fondo costituito mediante i conferimenti dei sovventori in proporzione al rapporto tra questo ed il capitale conferito dai soci ordinari.

Art. 17 (Recesso dei soci sovventori)


Oltre che nei casi previsti dall’art. 2437 del codice civile, ai soci sovventori il diritto di recesso spetta qualora sia decorso il termine minimo di durata del conferimento stabilito dall’Assemblea in sede d’emissione delle quote a norma del precedente articolo.


TITOLO V
PATRIMONIO SOCIALE ED ESERCIZIO SOCIALE


Art. 18 (Elementi costitutivi)

Il patrimonio della Cooperativa è costituito:

a) dal capitale sociale, che è variabile ed è formato:
1. dalle quote di partecipazione dei soci cooperatori del valore minimo di Euro 26,00 e massimo secondo quanto fissato dalla legge;
2. dai conferimenti effettuati dai soci sovventori;
b) dall’eventuale sovrapprezzo delle quote formato con le somme versate dai soci;
c) dalla riserva legale indivisibile formata con gli utili di cui all’art. 19 e con il valore delle azioni eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi di soci deceduti;
d) dalle riserve straordinarie;
e) da ogni altra riserva costituita dall’Assemblea e/o prevista per legge.

Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la cooperativa con il suo patrimonio e, conseguentemente, i soci nel limite delle azioni sottoscritte.
Le riserve sono indivisibili e, conseguentemente, non ripartibili tra i soci né durante la vita
della Società né all’atto del suo scioglimento.

Art. 19 (Bilancio d’esercizio)

L’esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre d’ogni anno. Alla fine d’ogni esercizio sociale l’Organo Amministrativo provvede alla redazione del
bilancio. Il bilancio deve essere presentato all’Assemblea dei soci per l’approvazione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero entro 180 giorni nei limiti ed alle condizioni previsti dal secondo comma dell’art. 2365 del c.c. L’Assemblea che approva il bilancio delibera sulla destinazione degli utili annuali come
segue:

a) a riserva legale indivisibile nella misura non inferiore al 30%;
b) al competente Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, nella misura e con le modalità previste dalla legge.
c) ad eventuale rivalutazione del capitale sociale, nei limiti e alle condizioni previste dalla legge;
d) alla corresponsione, entro i limiti e alle condizioni previste dalla legge, del dividendo sulle quote dei soci cooperatori e sulle quote dei soci sovventori;
e) alla formazione d’altre riserve o fondi indivisibili.

Art. 20 (Ristorni)

L’Organo Amministrativo che redig e il bilancio d’esercizio, può appostare somme al conto economico a titolo di ristorno ai soci, qualora lo consenta il risultato dell’attività mutualistica. L’Assemblea, in sede d’approvazione del bilancio, delibera sulla destinazione del ristorno che potrà essere attribuito mediante una o più delle seguenti forme:
- erogazione diretta;
- aumento proporzionale del valore delle quote detenute da ciascun socio.

La ripartizione del ristorno ai singoli soci dovrà essere effettuata considerando la quantità e qualità degli scambi mutualistici intercorrenti fra la cooperativa ed i soci secondo quanto previsto in apposito regolamento.


TITOLO VI
ORGANI SOCIALI


Art. 21 (Organi sociali)

Sono organi sociali:

a) l’Assemblea
b) il Consiglio d’Amministrazione
c) il Comitato Esecutivo, se nominato
d) il Collegio dei Sindaci.


Art. 22 (Assemblea)

Le assemblee sono ordinarie e straordinarie.

Spetta all’assemblea ordinaria:
- eleggere le cariche sociali e nominare il soggetto incaricato del controllo contabile, se questo non è attribuito al Collegio Sindacale;
- approvare il bilancio annuale e decidere sulla destinazione degli utili o la copertura delle perdite e sull’eventuale erogazione dei ristorni;
- approvare, con le maggioranze previste dall’art. 2521 u.c. del codice civile, gli eventuali regolamenti che determinano i criteri e le regole inerenti lo svolgimento dell’attività mutualistica;
- stabilire la misura del compenso per i membri del Consiglio d’Amministrazione, e del Collegio Sindacale, e per il soggetto incaricato del controllo contabile;
- deliberare sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci;
- deliberare su tutti gli altri oggetti riservati alla sua competenza dalla legge o dal presente statuto.

Spetta all’assemblea straordinaria deliberare sulle modificazioni dello statuto e sullo scioglimento della società, e sulla nomina dei liquidatori, la determinazione dei relativi poteri e sulle altre materie indicate dalla legge.

Art. 23 (Convocazione)

L’assemblea deve essere convocata presso la sede sociale o anche altrove, ma comunque entro il territorio italiano, almeno una volta l’anno entro il termine indicato all’art. 19. L’assemblea può essere convocata dall’Organo Amministrativo ogni volta esso ne ravvisi la necessità e deve essere convocata qualora ne sia fatta richiesta scritta dal Collegio dei Sindaci o da tanti soci che rappresentino almeno un decimo dei voti spettanti a tutti i soci. La convocazione avviene mediante avviso affisso all’albo e pubblicato sul quotidiano locale l’Adige o comunicato ad ogni singolo socio con lettera raccomandata, o con altro mezzo idoneo a garantire la prova del ricevimento da parte di ciascun socio avente diritto di voto, almeno 8 giorni prima dell’assemblea. L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione degli argomenti da trattare, del giorno, dell’ora e del luogo dell’assemblea; vi può essere inoltre indicata la data dell’eventuale seconda convocazione, che non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima.

Art. 24 (Costituzione e quorum deliberativi)

L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sono presenti almeno un quarto dei voti dei soci aventi diritto al voto e, in seconda
convocazione, qualunque sia il numero dei voti presenti. Essa delibera a maggioranza assoluta di voti presenti, salvo i casi per i quali sia disposto diversamente dalla legge o dal presente statuto. L’assemblea straordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando è presente almeno la metà di tutti i voti dei soci aventi diritto al voto e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei voti presenti. Essa delibera a maggioranza assoluta di voti presenti salvo i casi per i quali sia disposto diversamente dalla legge o dal presente statuto.

Art. 25 (Intervento e voto in assemblea)

Possono intervenire all’assemblea i soci iscritti nel libro dei soci; essi tuttavia hanno diritto di voto se sono iscritti in detto libro da almeno 90 (novanta) giorni.
Ogni socio cooperatore ha un voto, qualunque sia l’ammontare della sua partecipazione. Per i soci sovventori si applica il precedente art. 16, comma 2. Il socio può farsi rappresentare da altro socio persona fisica che non sia amministratore, sindaco o dipendente della Società, mediante delega scritta, contenente il nome del
rappresentante. Il rappresentante deve appartenere alla medesima categoria di socio cooperatore o sovventore del rappresentato. Le deleghe devono essere presentate al Presidente dell’assemblea e conservate agli atti. Ogni socio non può ricevere più di una delega. I voti attribuibili ai soci sovventori non devono in ogni caso superare un terzo dei voti spettanti ai soci presenti o rappresentati in assemblea. I soci, persone giuridiche, sono rappresentati in Assemblea dal loro Legale rappresentante o da altro componente l’organo amministrativo munito di mandato scritto.


Art. 26 (Presidenza dell’assemblea)


L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio d’Amministrazione o, in sua assenza, dal Vice-Presidente. In caso d’assenza di ambedue l’assemblea elegge fra i soci presenti chi deve presiederla. L’assemblea, per proposta del Presidente, nomina il Segretario (anche non socio), e gli scrutatori.
Le delibere d’ogni assemblea devono risultare dal verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Art. 27 (Consiglio d’Amministrazione)
Il Consiglio d’Amministrazione è composto da un numero di consiglieri, in multiplo di tre, da un minimo di 6 ad un massimo di 15 eletti dall’Assemblea. Esso scadrà un terzo ogni anno. La designazione degli uscenti avverrà per il primo e secondo turno mediante estrazione a sorte ed in seguito per anzianità di mandato.
Al fine di garantire la rappresentatività territoriale nell’organo amministrativo, ad ogni nomina o elezione, si dovrà operare in modo che siano eletti, se non già nominati quali amministratori, almeno tre membri della zona a nord e tre membri della zona a sud del torrente Sorino. Il Consiglio elegge al suo interno sia il Presidente che il Vice Presidente con la maggioranza dei voti dei Consiglieri in carica. Possono essere eletti amministratori anche i soci sovventori ed i non soci, ma, in ogni caso, la maggioranza degli amministratori deve essere scelta tra i soci cooperatori persone fisiche o tra persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche. Gli amministratori durano in carica tre esercizi, ai sensi del comma 2 dell’art. 2383 Codice civile e sono rieleggibili ma per non più di cinque mandati consecutivi. Ai componenti dell’organo amministrativo spetta il rimborso delle spese sopportate per ragioni del loro ufficio.
Può essere assegnato, per ogni singolo esercizio o per più esercizi, un compenso ai componenti dell’Organo Amministrativo. In mancanza di determinazione del compenso, s’intende che i componenti dell’Organo Amministrativo vi abbiano rinunciato. L’assemblea può determinare, per ogni singolo esercizio o per più esercizi, un importo complessivo per la remunerazione di tutti gli Amministratori, inclusi quelli investiti di particolari cariche. Qualora il compenso ai componenti l’Organo Amministrativo venga deliberato dall’assemblea non in forma individuale, l’Organo Amministrativo stabilisce il modo di riparto fra i suoi membri dei compensi anno per anno. La rimunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche e dei componenti il Comitato Esecutivo è stabilita dal Consiglio d’Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale.

Art. 28 (Integrazione del Consiglio)

Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, gli altri provvedono a sostituirli con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, se nominato. Gli amministratori così nominati restano in carica fino alla successiva assemblea ordinaria, che provvederà alla rielezione definitiva; in tal caso l’Amministratore così nominato dall’Assemblea durerà in carica fino alla naturale scadenza dell’Amministratore sostituito. Se viene a mancare la maggioranza degli amministratori si intende cessato l’intero Organo Amministrativo, in tal caso l’Assemblea deve essere convocata d’urgenza dal Collegio Sindacale, se nominato, il quale può compiere nel frattempo gli atti d’ordinaria amministrazione. In caso di mancanza del Collegio Sindacale, il Consiglio d’Amministrazione è tenuto a
convocare l’Assemblea e rimane in carica fino alla sua sostituzione.

Art. 29 (Compiti degli Amministratori)

Il Consiglio d’Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione della società, esclusi solo quelli riservati per legge e per statuto all’assemblea dei soci.


Art. 30 (Convocazioni e deliberazioni)

Il Consiglio d’Amministrazione si riunisce sia nella sede sociale, sia altrove, purché in Italia, ogni qualvolta ne sia ravvisata la necessità dal Presidente o da chi lo sostituisce o ne sia fatta richiesta da un terzo dei suoi membri o dal Collegio Sindacale. Il consiglio viene convocato dal Presidente con avviso da spedirsi almeno 5 (cinque) giorni prima dell’adunanza a ciascun componente del Consiglio d’Amministrazione, nonché ai sindaci effettivi e, nei casi di urgenza, almeno 2 (due) giorni prima. L’avviso può essere redatto su qualsiasi supporto (cartaceo o magnetico) e può essere spedito con qualsiasi sistema di comunicazione (compresi il telefax e la posta elettronica). Il Consiglio d’Amministrazione è comunque validamente costituito e atto a deliberare qualora, anche in assenza delle suddette formalità, siano presenti tutti i membri del consiglio stesso e la maggioranza dei componenti del collegio sindacale, fermo restando il diritto di ciascuno degli intervenuti di opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficiente informato.
Le adunanze del Consiglio d’Amministrazione possono svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video o anche solo audio collegati, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei consiglieri.
In tal caso, è necessario che:
a) sia consentito al presidente di accertare inequivocabilmente l’identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell’ adunanza, constatare e
proclamare i risultati della votazione;
b) sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi oggetto di verbalizzazione;
c) sia consentito agli intervenuti di esaminare documentazione e comunque di partecipare in tempo reale alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all’ ordine del giorno; In tale caso la riunione si intende svolta ove siano presenti il presidente e il soggetto verbalizzante.
L’avviso di convocazione deve essere corredato dall’ordine del giorno da cui dovranno risultare tutti gli argomenti che s’intendono trattare.
Per la validità delle deliberazioni del Consiglio si richiede la presenza della maggioranza dei suoi membri in carica. Le deliberazioni dell’organo amministrativo sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei componenti dell’organo amministrativo; il consigliere astenuto si considera presente alla votazione. In caso di parità di voti, la deliberazione proposta s’intende approvata a seconda di come ha votato chi presiede la seduta. Le modalità d’espressione del voto, fermo restando che deve in ogni caso trattarsi di una modalità che consenta l’individuazione di coloro che esprimano voti contrari oppure che si astengano,
sono decise con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti. Se uno o più consiglieri hanno interesse, per conto proprio o di terzi, in una determinata operazione della società, si applicano le disposizioni dell’art. 2391 del codice civile.
Le delibere sono fatte risultare dal verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario, quest’ultimo può essere designato anche esternamente ai componenti l’Organo
Amministrativo.

Art. 31 (Presidente – Amministratori Delegati - Comitato esecutivo)

Il Presidente del Consiglio d’Amministrazione convoca il Consiglio d’Amministrazione, ne fissa l’ordine del giorno e provvede affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri; coordina inoltre i lavori del consiglio, verificando la regolarità della costituzione dello stesso e accertando l’identità e la legittimazione dei presenti e i risultati delle votazioni. Il Presidente cura inoltre l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio d’Amministrazione. Il Consiglio d’Amministrazione può nominare tra i suoi membri uno o più amministratori delegati o un comitato esecutivo, composto di un numero variabile da 3 a 5 membri scelti al proprio interno, fissando le relative attribuzioni e la retribuzione. Non sono delegabili le materie elencate nell’articolo 2381, comma 4, del codice civile. Se viene nominato il Comitato Esecutivo il Presidente e il Vicepresidente ne fanno parte di diritto.
Almeno ogni 180 giorni il Comitato Esecutivo riferisce al Consiglio d’Amministrazione ed al Collegio Sindacale sul generale andamento della gestione, e sulle operazioni di maggior rilievo in seduta del Consiglio d’Amministrazione. Le cariche di presidente (o di vice presidente) e d’amministratore delegato sono
cumulabili.


Art. 32 (Rappresentanza)

La rappresentanza della società di fronte ai terzi e anche in giudizio, con facoltà di agire in qualsiasi sede e grado di giurisdizione e pure per giudizi di revocazione e di cassazione e di nominare all’uopo avvocati e procuratori alle liti, spetta al Presidente del Consiglio d’Amministrazione e, nell’ambito dei poteri loro conferiti, agli amministratori delegati. In caso di assenza o impedimento del Presidente del Consiglio d’Amministrazione lo sostituisce con tutte le attribuzioni e poteri il Vicepresidente. L’organo amministrativo può deliberare che l’uso della firma sociale sia conferito, sia congiuntamente che disgiuntamente, per determinati atti o categorie di atti, a procuratori, direttori, condirettori, dipendenti della società ed eventualmente a terzi.

Art. 33 (Collegio Sindacale)


Il Collegio Sindacale, nominato se obbligatorio per legge o se comunque nominato dall’assemblea, si compone di tre membri effettivi, e due supplenti eletti dall’Assemblea, che ne nomina il Presidente. I Sindaci devono essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 2397 del codice civile.
Essi restano in carica per tre esercizi con scadenza in coincidenza dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio del terzo esercizio della loro carica. I Sindaci sono rieleggibili.
La retribuzione annuale dei sindaci è determinata dall’Assemblea all’atto della nomina, per l’intero periodo di durata del loro ufficio.
Al Collegio Sindacale può essere attribuito anche il controllo contabile; in tal caso esso deve essere integralmente composto di revisori contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia.

Art. 34 (Controllo contabile)

Il controllo contabile sulla società, se non è attribuito al Collegio Sindacale a norma dell’articolo precedente, è esercitato dalla Federazione Trentina delle cooperative. In deroga a quanto previsto nel punto precedente l’assemblea può stabilire di attribuire la revisione ad una società di revisione iscritta nel registro presso il Ministero della Giustizia. Il revisore contabile o la società di revisione sono nominati dall’assemblea, sentito il Collegio Sindacale, se nominato.
Il corrispettivo del revisore è determinato dai soci all’atto della nomina per l’intero periodo di durata del loro ufficio.
L’incarico ha la durata di tre esercizi, con scadenza alla data della decisione dei soci di approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell’incarico.


TITOLO VII
COLLEGIO ARBITRALE


Art. 35 (Controversie devolute al Collegio Arbitrale)

Sono devolute alla cognizione d’arbitri rituali secondo le disposizioni di cui al D. Lgs. 5/03, nominati con le modalità di cui al successivo art. 36, salvo che non sia previsto l’intervento obbligatorio del P.M.:

a) tutte le controversie insorgenti tra soci o tra soci e società che abbiano ad oggetto diritti disponibili, anche quando sia oggetto di controversia la qualità di socio;
b) le controversie relative alla validità delle deliberazioni assembleari;
c) le controversie da amministratori, liquidatori o sindaci, o nei loro confronti.

La clausola arbitrale di cui al comma precedente è estesa a tutte le categorie di soci, anche non cooperatori.
La sua accettazione espressa è condizione di proponibilità della domanda d’adesione alla cooperativa da parte dei nuovi soci e si estende alle contestazioni relative alla mancata accettazione della domanda d’adesione. L’accettazione della nomina alla carica d’amministratore, sindaco o liquidatore è accompagnata dall’espressa adesione alla clausola di cui al comma precedente.


Art. 36 (Composizione del Collegio Arbitrale – regole procedurali)

Gli arbitri sono in numero di:

a) uno per le controversie di valore inferiore ad euro cinquemila. Ai fini della determinazione del valore della controversia si tiene conto della domanda d’arbitrato,
osservati i criteri di cui agli artt. 10 ss. c.p.c.;
b) tre per le altre controversie di valore superiore o indeterminabile.

Gli arbitri sono nominati dal Presidente della C.C.I.A.A. di Trento. In difetto di designazione, sono nominati dal Presidente del tribunale nella cui
circoscrizione ricade la sede. La domanda d’arbitrato, anche quando concerne i rapporti tra soci è comunicata alla società, fermo restando quanto disposto dall’art. 35, comma 1 del D. Lgs. n. 5/03. Gli arbitri decidono secondo diritto. Fermo restando quanto disposto dall’art. 36 D. Lgs. n. 5/03 i soci possono convenire di autorizzare gli arbitri a decidere secondo equità o possono dichiarare il lodo non impugnabile, con riferimento ai soli diritti patrimoniali disponibili.
Gli arbitri decidono nel termine di mesi tre dalla costituzione dell’organo arbitrale, salvo che essi proroghino detto termine per non più di un sola volta nel caso di cui all’art. 35, comma 2, D.Lgs n. 5/03, nel caso in cui sia necessario disporre una C.T.U. o in ogni altro caso in cui la scadenza del termine possa nuocere alla completezza dell’accertamento o al rispetto del principio del contraddittorio.
Nello svolgimento della procedura è omessa ogni formalità non necessaria al rispetto del contraddittorio. Gli arbitri fissano, al momento della costituzione, le regole procedurali cui si atterranno e le comunicano alle parti. Essi, in ogni caso, devono fissare un’apposita udienza di trattazione.
Le spese di funzionamento dell’organo arbitrale sono anticipate dalla parte che promuove l’attivazione della procedura.

TITOLO VIII
DISPOSIZIONI FINALI E VARIE


Art. 37 (Regolamenti)


Per meglio disciplinare il funzionamento interno, e soprattutto per disciplinare i rapporti tra la Società ed i soci determinando criteri e regole inerenti lo svolgimento dell’attività mutualistica, l’Organo Amministrativo potrà elaborare appositi regolamenti sottoponendoli successivamente all’approvazione dell’Assemblea con le maggioranze previste per le Assemblee straordinarie.


Art. 38 (Principi di mutualità, indivisibilità delle riserve e devoluzione)

La cooperativa si prefigge di svolgere la propria attività in prevalenza nell’ambito della mutualità, pertanto:

a) è fatto divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;
b) è fatto divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;
c) è vietato distribuire le riserve fra i soci cooperatori;
d) in caso di scioglimento della società, l’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, deve essere devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

I principi in materia di remunerazione del capitale, di riserve indivisibili, di devoluzione del patrimonio residuo e di devoluzione di una quota degli utili annuali ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, sono inderogabili e devono essere di fatto osservati.


Art. 39 (Adesione)

La società potrà aderire alla Federazione Trentina delle Cooperative di Trento.

Art. 40 (Direttore)

Il Direttore coordina e dirige il lavoro del personale dipendente; gestisce l’attività commerciale e finanziaria ordinarie della società nell’ambito degli indirizzi delineati dal Consiglio di Amministrazione. E’ compito del direttore dare esecuzioni alle delibere e alle indicazioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo (se istituito), tranne che essi non dispongano espressamente in modo diverso. Il direttore partecipa, se invitato, alle sedute del Consiglio di Amministrazione e del
Comitato Esecutivo, se istituito, ai quali ha diritto di formulare proposte, chiedendone anche la verbalizzazione.


Art. 41 (Rinvio)
Per quanto non previsto dal presente statuto, valgono le vigenti norme di legge sulle società cooperative a mutualità prevalente. Per quanto non previsto dal titolo VI del codice civile contenente la “disciplina delle società cooperative”, a norma dell’art. 2519 si applicano, in quanto compatibili, le norme delle
società per azioni.

HOME | CHI SIAMO | DOVE SIAMO | STATUTO | STORIA | SERVIZI | EVENTI | OFFERTE | CONTATTI | AREA SOCI

Famiglia Cooperativa Valle del Chiese - Società cooperativa a mutualità prevalente
Iscritta all'Albo nazionale Enti cooperativi n. A157932 Settore consumo
Sede: Via Conciliazione, 22 - 38089 Storo (TN) - c.f. e p.IVA 00107230229


Powered by Be@work